Tre errori gravi in tre partite pesano ma non tutto quanto visto contro la Roma è da buttare

Non può essere Perri il problema principale del Torino. Certo però che tre errori gravi in tre partite pesano sul giudizio di questo inizio stagione e forse l’ingaggio a fine mercato per risparmiare un mese di stipendio, e dunque una disabitudine a giocare per troppi mesi, è costato non poco in termini di punti. Finisce lui dietro la metaforica “Lavagna Granata” ma non tutto quello visto contro la Roma è da buttare. Partiamo però da quello che non è piaciuto:

  • Se si vuole sempre far ripartire l’azione dal basso la nostra difesa è male assortita. A parte le incertezze di Perri, né Coco né Ismajli sono dei centrali a tre in grado di gestire il pallone e lo si percepisce anche da fuori. Anche i nuovi Comotto e Comert non sembrano avere quelle caratteristiche. Non tutte le avversarie saranno come la Roma ma attaccandoci, per gli altri, c’è sempre la sensazione che qualcosa possa succedere.
  • Fisicamente la squadra non è in condizione. Fra i pochi che sono stati a Pinzolo fra cui Simeone, i reduci dal Mondiale come Adams, Vlasic o Belghali e chi è arrivato a fine mercato come Bragança o Rodriguez nessuno sembra essere al meglio. In questo la sosta lunga potrà aiutare ma la speranza è che oltre all’aspetto fisico ci sia anche il tempo di fare un paio di amichevoli di livello, diverse da quelle estive, per sperimentare anche gli eventuali miglioramenti sul campo

E veniamo proprio al campo. Contro la Roma, soprattutto nel primo tempo, è mancato quel coraggio di cui Abate parla con insistenza. Il secondo tempo lo dimostra anche se soprattutto l’inserimento di Braganca e i cambi di Gasperini hanno reso meno distante il tasso di qualità delle due squadre nella gestione del pallone. Questo Torino, come già detto la scorsa settimana, deve in fretta cambiare pelle. Il possesso palla deve passare dalla difesa al centrocampo che è un settore nel quale le caratteristiche dei giocatori permettono una gestione efficace del pallone.

Abate deve capire al più presto come sistemare gli interpreti che sono imprescindibili come Mandragora e lo stesso Braganca ai quali va accompagnato il miglior Vlasic oltre a Fitz Jim. E poi c’è la necessità di portare più uomini nell’area avversaria. Se non lo si riesce a fare con due punte allora provare anche la soluzione Casadei in appoggio a un solo attaccante non è da scartare a priori. Insomma le basi per lavorare e crescere ci sono senza buttare il bambino con l’acqua sporca. Il problema è che prima della sosta c’è la trasferta di Bologna dove diventa fondamentale non tornare a casa a mani vuote altrimenti i 20 giorni prima di Torino-Udinese rischiano di diventare un campo minato, per Abate e non solo….

Daniel Braganca of Torino FC in action during the Serie A football match between Torino FC and AS Roma.
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ultimo aggiornamento: 15-09-2026


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